1922, Posta in furgone

Gli anni Venti furono gli anni in cui l'automobile iniziò a diventare un mezzo
 di trasporto sempre più diffuso. E anche la posta iniziò a viaggiare in furgone.
 Oltre all'ammodernamento dei mezzi di trasporto, l'Amministrazione era impegnata
ad allargare l'offerta di nuovi servizi agli sportelli, come il Conto corrente postale e i
 Buoni postali fruttiferi, e ad investire nelle più moderne tecnologie dell'epoca.
Nel 1925, erano già 9 mila i correntisti del Conto corrente istituito alla fine della
 Prima Guerra mondale. Mentre i Buoni postali fruttiferi, i BPF, diventavano
un autentico successo tra i risparmiatori, pur se offerti con tassi di interesse al di
sotto di quelli delle Casse di Risparmio ordinarie, e venivano letteralmente presi d'assalto.
 I vaglia internazionali, intanto, avevano sostituito quelli consolari.
Nel 1925, veniva inaugurato il primo cavo sottomarino italiano che collegava Roma a Buenos Aires e che fu chiamato "Italcable".
Negli uffici, molti lavori manuali, erano meccanizzati con affrancatrici meccaniche, bollatrici, legapacchi, taglierine, per l'accettazione
delle raccomandate. Il trasporto e la distribuzione dei pacchi venne appaltato ai privati. Ma le cronache dell'epoca si soffermarono a
lungo soprattutto su episodio da libro Cuore che vide coinvolta una impiegata dell'Amministrazione. Ecco la storia, dal racconta diretto di
 una gazzetta, la "Voce d'Italia", degli anni Cinquanta: "Un bambino di nome Gianni inviò una lettera esternando il suo desiderio di
 avere un fratellino. Sulla busta scrisse semplicemente: Alla Cicogna, via Dei Celi. Un impiegato delle poste, probabilmente equivocando
 sul significato delle parole Cicogna e Cicagna, inviò la lettera alla
Fontanabuona (dove si trova il comune di Cicagna).
Qui una impiegata delle poste, commossa per una simile richiesta, decise di rispondere; la notizia che la cicogna avesse risposto a Gianni girò per tutta l'Italia. Da quel giorno sino al 1957, anno in cui andò in pensione la signora Colotto rispose a centinaia di bambini, naturalmente della cicogna."

(Nelle immagini fotografie di furgoni postali tra il 1922 e il 1924, conservate nel Museo Storico P.T.;
Buoni postali fruttiferi © Museo Storico P.T.
). 

                       

 

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