1918, Posta militare

Negli anni della grande guerra, il servizio postale militare superò di gran lunga, in efficienza
e volume di traffico, i servizi postali civili. L'esperienza della Posta militare fu la base
del migliorato servizio postale nazionale durante il successivo ventennio fascista.
In questo periodo le cartoline postali divennero anche uno strumento di propaganda e,
nello stesso tempo, di divertimento: furono usate per inviare vignette che ridicolizzavano
uomini famosi in particolare militari e politici. In questo periodo fu ripristinato il controllo
sulle lettere e la censura. Le cartoline fotografiche, già diffuse nel corso dei primi
decenni del Novecento, furono usate dai militari al fronte o dalle famiglie per
comunicare rapidamente. Gli studi dei fotografi erano attrezzati per stampare
 le fotografie su cartoncino fotosensibile delle medesime dimensioni di una cartolina postale

 (immagine 1: cartolina con annullo di Posta militare su francobollo Michetti in viola da 15 centesimi, del 1915. Immagine 2 e 3: il documento autografo della Leggenda del Piave, scritta di getto da E.A. Mario su un modulo di
amministrazione P.T. del giugno 1917, periodo in cui egli prese servizio come ufficiale postale a Napoli.
 Immagine 4: primo dispaccio spedito da Trento a Roma nel 1918. Le immagini dalla 2 alla 4, © Museo Storico P.T.
).
       

             

 

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