La prima fabbrica della carta in Occidente

    cartina grande

A Montefano, a pochi chilometri da Fabriano, dove oggi esiste anche un museo della carta, venne creata,
 nel 1276, la prima fabbrica italiana di carta. Nota ai cinesi fin dal 1000 a.C., la formula della fabbricazione era
 stata conservata gelosamente per secoli (nell'imagine il percorso dalla Cina a Fabriano).
A Montefano arrivarono maestri cartai di origine araba, molti dei quali già operavano da anni, nel segreto, ad Amalfi,
dove esiste un altro noto museo. Più leggera, maneggevole e soprattutto a buon mercato, la carta diede un
enorme impulso alla comunicazione. Ma non poteva essere usata però per atti notarili e per documenti importanti:
nelle sue Decretali del 1220, Federico II fa esplicito divieto alle Curie di Napoli, Sorrento ed Amalfi di usare carta bambagina per gli atti pubblici.
Al suo posto era obbligatoria la pergamena. 

1300-1400, Mercanti, Fiere e corporazioni

                                                                                                       michelangelo

Nell'Europa tardo medioevale, basata su un'economia di stampo essenzialmente feudale, e dunque sulla proprietà terriera,
si afferma un'economia di tipo commerciale basata su scambi, risparmio e denaro. L'autonomia economica e lo sviluppo
del commercio accelerarono le comunicazioni e la corrispondenza assunse un ruolo fondamentale di comunicazione commerciale e
di obbligazione finanziaria, dando vita a nuove forme epistolari: la lettera di cambio, l'ordine di pagamento su conto, le lettere di
assicurazione contro i rischi e così via. A partire dal XIII secolo, sulle vie percorse da mercanti e carovane,
si svilupparono efficienti reti postali, terrestri e navali, collegate tra loro da numerose stazioni di cambio e
banchine attrezzate. Il volume degli scambi aumentò considerevolmente anche grazie all'introduzione sul
mercato dell'uso della carta, la quale sostituì progressivamente la pergamena. Ogni corporazione professionale
aveva una propria efficiente rete commerciale, di cui però era vietato l'uso alla corte imperiale, ai principi e
 alle amministrazioni municipali. Gli scambi erano molto intensi: ogni compagnia inviava circa 50-60 lettere
la settimana, duplicate a mano per motivi di sicurezza

 (a destra esempio di lettera di cambio;
a sinistra un amanuense medioevale dedicato alla copiatura di  codici e lettere
).

 scrivani                                                                                                         

                     

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