27 a.C., La Posta al servizio dell'Impero 

   strada romana

Per unire il vasto Impero (nato nel 27 a.C. con la stirpe giulio-claudia) e, nello stesso tempo,
per facilitare la comunicazione tra popoli diversi, oltre ovviamente ad accelerare la marcia delle truppe,
Roma realizzò il migliore e più vasto sistema stradale del mondo antico. La rete viaria romana
permise di rendere più efficiente anche il sistema postale. L'Imperatore Augusto (63 a.C. - 14 d.C.),
sull'esempio dei vasti imperi orientali, potenziò il servizio postale statale creando una "rete"
che collegava l'Impero dalla Scozia all'Etiopia, dalle sponde dell'Atlantico al Medio Oriente e oltre,
fino all'Arabia e al Golfo Persico, per un'estensione di circa 300 mila chilometri. Le stazioni erano
localizzate a distanze prestabilite e vennero chiamate statio posita, termine dal quale deriva
 il nome di "posta"

 (nell'immagine: Edifici a doppia torre, mansiones, per fare riposare e
cambiare i cavalli - Stralcio della tavoletta Peutingeriana, Vienna, Hofbibliotek
)

                                       I secolo d.C. La Posta viaggia su strada            stazione di posta romana 

Sulla rete viaria romana venne istituito il cosiddetto cursus publicus,
un sistema postale estremamente efficiente. Il cursus publicus si distingueva
 in equestris e vehicularis; quest'ultimo a sua volta era suddiviso in velox,
 celer e tardus. L'Imperatore lo gestiva direttamente grazie al Prefetto della Guardia Pretoriana e ai suoi ispettori,
i cosiddetti curiosi e il praefectus vehicolorum. Essendo un servizio dello Stato veniva chiamato fiscalis:
lo Stato si faceva carico delle spese per i veicoli e per il personale, mentre le comunità locali erano responsabili delle stazioni
installate nei loro territori. Le stazioni di posta (le mutationes) erano situate alla distanza di 10-15 chilometri l'una dall'altra,
 a una giornata di cammino a piedi. I corrieri o i viaggiatori vi cambiavano i cavalli, sostituivano il conducente del veicolo e
si rinfrancavano. Ogni cinque mutationes era previsto un mansio, un autentico albergo con camere e scuderie.
 Il mansio, diretto da un praepositus, svolgeva anche la funzione di stazione di polizia, con militi detti stationarii che
garantivano la sicurezza della zona e sorvegliavano il traffico. Accanto al cursus publicus sopravvisse anche un
servizio di posta privata, affidato ai tabellarii. Per eguagliare la velocità e l'efficienza raggiunta dal sistema postale romano
di età imperiale (si parla di 270 chilometri percorsi in 24 ore) bisognerà attendere l'alba del XIX secolo

(nell'immagine, Scena di mansio - Roma, Antiquarium Comunale).

 

  Pag 03                                                           Pag 04                                                                    Pag 05  

                                                                                                                                                                                                                                                                          Home page